L'abitato di Sindia è situato ad un'altitudine di mt 510 s.l.m., nella parte più alta della zona della Planargia, lungo la S.S. 129 bis a 10 Km. da Macomer e 15 Km. da Bosa.
La superficie territoriale di Sindia conta circa 58,30 Kmq, di cui circa Ha 580 sono destinati a bosco.
La presenza umana, nella preistoria è attestata da numerosi monumenti del periodo pre-nuragico e nuragico.
Sindia, di probabile origine punica, era, in epoca romana, attraversata dalla strada Cornus-Molaria; nel periodo giudicale appartenne prima al Giudicato di Arborea e poi a quello del Logudoro. Dalla prima metà del XII alla fine del XIII sec. godette di grande splendore ad opera dei monaci Cistercensi che operavano nell'abbazia di Cabuabbas e nelle vicine grange di S. Barbara. Nel sec. XVII il borgo di Sindia faceva parte del marchesato di Planargia. Tra i monumenti si ricordano anche la chiesa di S. Giorgio (ricostruita nel 1653): conserva la cappella-mausoleo di Gavino Pintor Serra, inquisitore generale della Sardegna e la chiesa di S. Demetrio (XVII sec.), costruita sulle rovine di una chiesa bizantina, la quale conserva un altare ligneo in oro zecchino e quadri del '700.
Distanze: da Macomer Km 10, da Nuoro Km 65, da Oristano Km 58, da Cagliari Km 158, da Sassari Km 72, da Alghero Km 73, da Olbia Km 132.
Ambiente La zona della Riserva Naturale di S.Antonio,che si estende in territorio di Macomer, Borore e Sindia, presenta una vasta area boschiva caratterizzata da una rilevante presenza arborea di sughera, roverella, leccio e agrifoglio. All'interno del manto boschivo della Riserva naturale sono stati scoperti alcuni esemplari arborei di pregio naturalistico o scientifico tale, da essere considerati Monumenti naturali. Appartenenti alla specie "Quercus Pubescens" sono stati individuati due esemplari di ampia chioma nei pressi della struttura ricettiva ex - P.O.A., due nel lato S-W del parco, uno posizionato sul nuraghe "Sa coa de Sa Mela" significativo per l'abbinamento col monumento archeologico. Facenti parte della famiglia "Ilex Aquifolium" sono stati individuati esemplari di notevoli dimensioni all'interno della foresta di roverella a sud del parco. Della specie "Celtis Australis" si segnala un esemplare molto irregolare, ma caratteristico per la sua posizione a valle della vecchia strada di S.Antonio nei pressi del Nuraghe Ascusa.
All'interno della riserva hanno dimora diverse specie faunistiche protette. L'area dovrebbe attirare in particolare l'attenzione degli appassionati di Birdwatching, che qui possono ammirare magnifici esemplari di uccelli come l'Astore Sardo, lo Sparviere, il Barbagianni, il Picchio rosso maggiore, lo Scricciolo, il Pigliamosche, la Cincia Mora, la Cinciallegra, la Ghiandaia, lo Zigolo Nero.
Altri scorci suggestivi si possono vedere nella Valle del Rio Mannu. Il paesaggio si presenta alquanto vario: la vista passa da aspri pendii ricoperti di lussureggiante vegetazione, alla morbida vallata, che le acque del rio hanno modellato, disegnandovi anse e piccole piscine d'acqua.
Lungo il corso del piccolo fiume è presente una folta vegetazione di salici,querce e frassini, che si fa più ricca nei pressi della cascata formata dallo sbarramento artificiale di Rio Mannu.
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